Torniamo al nostro itinerario. Sulla sinistra di via Clemente si aprono alcune stradine che, ricordiamo, conducono nella zona della Cattedrale. Sempre sulla sinistra di questa via si erge il monastero delle suore benedettine, risalente al XVI secolo. Siamo giunti alla conclusione del nostro giro intorno al centro storico. A poche decine di metri alla nostra destra inizia via Cattedrale, mentre sulla sinistra ritroviamo piazza Sansone. Di fronte a via Continelli, ad angolo, troviamo il monastero delle suore Carmelitane meglio noto come convento delle Monacelle il cui prospetto risalente al 1905, si deve all'architetto Ferdinando Ayroldi. Affiancata al monastero, la chiesa di San Vito Martire del XVIII secolo, anch'essa meglio conosciuta dagli ostunesi, come chiesa delle Monacelle. Nel suo interno una mostra fotografica e la proiezione di filmati documentavano, fino a qualche anno fa, le fasi di una delle più importanti scoperte archeologiche di tutti i tempi: il ritrovamento, avvenuto nel territorio di Ostuni, dello scheletro pressochè intatto di una donna morta circa 25.000 anni fa con il feto già formato nel grembo - La 'Donna di Ostuni' -. La scoperta si deve al direttore dell'attiguo museo di "Civiltà Preclassiche Della Murgia Meridionale", il paletnologo Donato Coppola della seconda Università di Roma. Subito dopo la chiesa delle Monacelle troviamo il fornice risalente al 1229, voluto da Federico II di Svevia per accedere alla medievale piazza del Balio. Passato il fornice si può girare a sinistra giungendo in piazza Cattedrale o a destra per visitare la facciata sinistra della chiesa madre, il cui campanile venne costruito nel 1700 da un ingegnere napoletano. Siamo in largo Spennati, un tempo piazza dei Nobili per la presenza di antichi edifici residenza di alcuni patrizi ostunesi tra i quali il settecentesco palazzo Spennati e il palazzo della famiglia Maresca, costruito verso la fine del secolo scorso. Il fornice su cui insiste il cappellone del SS Sacramento, all'inizio di largo Spennati, fu realizzato intorno al 1840 dall'ingegnere Francesco Paolo Trinchera. Vi si possono ammirare alcuni stemmi e un'edicoletta. Eccoci finalmente arrivati sulla cima del colle. In tutta la sua imponenza si erge la gotica facciata della Cattedrale eretta nel 1469 a spese degli ostunesi. Il magnifico rosone, unico nel suo genere, simboleggia il Cristo Sole. E' composto da tre cerchi concentrici con ventiquattro colonnine e al centro, circondato da sette cherubini, l'effige del Cristo. Nella piazza, ai due lati della Cattedrale, si trovano l'Episcopio e il palazzo del Seminario uniti da un passaggio in pietra sul cui fastigio è attualmente poggiato uno solo dei due putti alati che originariamente sovrastavano il ponte. Il profilo della facciata di questo magnifico tempio, monumento nazionale dal 1902, è costellato da vari fregi e da originali doccioni zoomorfi con la bocca aperta, utilizzati per lo smaltimento dell'acqua piovana. Da piazza Cattedrale, precisamente alle spalle del ponte, una stradina costeggia quelle che potrebbero essere le uniche mura rimaste del castello normanno, costruito nel 1148. Di forma triangolare, venne quasi completamente distrutto dal terremoto del 1456. Anche in questo punto della città vecchia, si può ammirare il suggestivo panorama della marina e della selva degli ulivi. Alla base della terrazza, dopo aver percorso una larga scalinata zigzagante, si arriva in via Balsamo De Landria, un'altra delle vie tipiche della "Terra". Dalla piazzetta antistante l'area del Castello, si può continuare al di là degli archi in fondo. Qui troviamo uno dei più bei portali del centro storico, realizzato dal maestro scalpellino Biagio Ciracì nel 1790. Proseguendo lasciandoci alle spalle il portale baroccheggiante, incontriamo altri due portali appartenenti alla famiglia Ghionda. Ancora archi, viuzze, scalinate, senza soluzione di continuità, ma che è consigliabile visitare per provare l'ebbrezza di un viaggio a ritroso nel tempo.