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La Cavalcata di sant'Oronzo

Consulenza storica a cura del Prof. Luigi Greco
VIDEO sulla CAVALCATA di S. ORONZO: filmato BREVE

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La cavalcata di sant'Oronzo è la festa più attesa e importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al santo: un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. Le origini della cavalcata erano incerte fino a pochi anni addietro. Si possono oggi far risalire, con buon margine di sicurezza, alla seconda metà del diciassettesimo secolo, precisamente al 1657. La peste invase il Salento risparmiando Ostuni ed altre città di Terra d'Otranto. Il miracolo venne attribuito a sant'Oronzo ed ogni 26 agosto gli ostunesi vollero recarsi in processione al santuario eretto in suo onore. Lì prelevavano la statua in cartapesta raffigurante il santo, e la portavano a spalla nella piazza del paese. Spesso gli addobbi sono tramandati di generazione in generazione così come i gesti e i piccoli indispensabili segreti. L'intero nucleo familiare si dedica alla vestizione, spesso aiutato da parenti e amici. Uno degli addobbi più importanti, è costituito dal bellissimo mantello arabescato con centinaia di paillettes applicate una ad una con certosina pazienza. La vestizione continua con finimenti e fregi di vario tipo e grandezza. Anche il cavaliere indossa l'uniforme costituita dal chepì e da una casacca che ricordano i motivi del mantello del cavallo e da pantaloni bianchi. La vestizione del cavaliere è anch'essa molto accurata e ricorda per certi aspetti, quella del torero. Gli ultimi dettagli, i guanti bianchi, il frustino ed ecco cavallo e cavaliere diventare un'unica entità. Il nostro cavaliere con la sua cavalcatura, si avvia come tutti gli altri, verso il punto di incontro, piazza Cattedrale, inerpicandosi lungo l'omonima salita. Una volta arrivati in piazza cattedrale, cavalli e cavalieri attendono che la statua di sant'Oronzo venga portata fuori dalla chiesa madre.
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La statua in argento di sant'Oronzo
La statua in argento di sant'Oronzo

La statua in argento di sant'Oronzo
Un cavaliere a scorta del simulacro
Un cavaliere a scorta del simulacro

Un cavaliere a scorta del simulacro
Cavallo e cavaliere con le bardature arabescate
Cavallo e cavaliere con le bardature arabescate

Cavallo e cavaliere con le bardature arabescate
La mantiglia del cavallo
La mantiglia del cavallo

La mantiglia del cavallo
La vestizione del cavaliere
La vestizione del cavaliere ricorda quella del torero

La vestizione del cavaliere
La statua all'uscita dalla Cattedrale
La statua all'uscita dalla Cattedrale

La statua all'uscita dalla Cattedrale
Recenti e più approfondite ricerche condotte dallo storico locale Luigi Greco, hanno permesso di stabilire che l'iniziativa non fu presa in prima persona da Pietro Sansone ma dai vaticali, una sorta di camionisti dell'epoca, che trasportavano le merci su carri trainati da cavalli. I vaticali, devoti al loro protettore come tutti gli ostunesi, fecero un accordo con il loro datore di lavoro: avrebbero accantonato parte del guadagno loro dovuto, fino a raggiungere la somma di 4.000 ducati necessaria per la costruzione della statua. Quando questa giunse ad Ostuni, fu scortata a cavallo proprio dai vaticali che, grazie al loro solerte lavoro, contribuirono alla crescita economica che contraddistinse la seconda metà del settecento. Negli anni dunque, questa nuova classe sociale, la borghesia, aveva preso il posto della ormai decadente aristocrazia ostunese i cui componenti in origine, partecipavano anch'essi alla processione, ma a cavallo per distinguersi dalla gente comune. La statua è preceduta dal vescovo con i prelati della diocesi, e dalle autorità. Apre il corteo un trio di suonatori che esegue un antico ritornello accompagnandosi con piffero e tamburi. In coda alla statua, la tradizionale banda, precede i cavalieri che spesso eseguono piroette, così come anticamente si era soliti far avanzare i cavalli, esibendosi in suggestive coreografie. La cavalcata di sant'Oronzo, nell'attuale configurazione, ebbe inizio nel 1803. In realtà la giusta definizione è "Cavalcata dei Devoti". Questa intitolazione si deve ad un gruppo di cittadini che il 26 agosto di quell'anno, si recarono presso la casa del notaio Giuseppe Gaetano Tanzarella. Il simulacro lascia la bellissima Cattedrale costruita nella seconda metà del XV° secolo, a spese e con la manodopera degli ostunesi. La statua in argento ha preso il posto nel tempo, di quella in cartapesta.
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Addobbo del cavallo
Addobbo del cavallo

Addobbo del cavallo
Tutta  la famiglia è intenta ad addobbare il cavallo
Tutta la famiglia è intenta ad addobbare il cavallo
Tutta la famiglia è intenta ad addobbare il cavallo
26 agosto: Piazza Cattedrale
26 agosto: Piazza Cattedrale

26 agosto: Piazza Cattedrale
La statua in argento di sant'Oronzo
La statua in argento di sant'Oronzo

La statua in argento di sant'Oronzo
La statua di sant'Oronzo all'uscita dalla Cattedrale
La statua di sant'Oronzo all'uscita dalla Cattedrale

La statua di sant'Oronzo all'uscita dalla Cattedrale
Cavalieri a scorta del simulacro
Cavalieri a scorta del simulacro

Cavalieri a scorta del simulacro
Fu un ricco signore di ostuni, don Pietro Sansone, a commissionare la sua costruzione avvenuta nel 1788 a Napoli, sua città di origine. Venne incaricato per l'esecuzione dell'opera, Luca Baccaro, artista napoletano. A capo dei 43 ostunesi, molti dei quali erano vaticali, c'era un altro notaio, Felice Giovine. Loro intendimento era quello di costituire un'associazione di volontari che avrebbe sostenuto le spese per onorare al meglio sant'Oronzo. Negli anni precedenti infatti, per vari motivi, la manifestazione era andata via via impoverendosi, così che rischiava addirittura di non essere più svolta. Dunque quei 43 cittadini, si impegnarono a sostenere personalmente tutte le spese necessarie, in ragione di 6 ducati l'anno a testa, per un totale di 258 ducati da spendersi in musica, fuochi d'artificio e quant'altro fosse servito alla degna riuscita della manifestazione. Gli stessi sovvenzionatori, avrebbero costituito il gruppo di cavalieri a scorta del santo. E' dunque legittimo sostenere che la cavalcata dei devoti, ormai nota come cavalcata di sant'Oronzo, sia arrivata sino ai giorni nostri, con inevitabili modifiche ma inalterata nella sostanza, proprio a partire dall'inizio del secolo scorso. A conclusione della cavalcata, d'obbligo in piazza della Libertà l'esecuzione di brani operistici e sinfonici, nella cornice delle immancabili luminarie. Concludono l'intensa giornata i fuochi artificiali ai quali, ci piace pensare, stiano assistendo soddisfatti anche i 43 devoti che in quel lontano 26 agosto 1803, assicurarono la continuità di questa straordinaria manifestazione.

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Il simulacro di sant'Oronzo sotto l'omonimo obelisco
Il simulacro di sant'Oronzo sotto l'omonimo obelisco

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Un cavaliere attende l'uscita della statua
Un cavaliere attende l'uscita della statua

Un cavaliere attende l'uscita della statua
Un cavaliere durante la Cavalcata
Un cavaliere durante la Cavalcata

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Le luminarie
Le luminarie

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Un cavallo e, sullo sfondo, Ostuni
Un cavallo e, sullo sfondo, Ostuni

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I fuochi d'artificio
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