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La chiesa di campagna di sant'Oronzo e il Fonte Miracoloso

Storia, video e foto


















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Vai a Santuario di S. Biagio
A cura del Prof. Luigi Greco
 
Alcune immagini presenti nel video, sono state girate e concesse a www.ostuni.tv, da Pietro Argentieri che ringraziamo.

La storia e le foto


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L'arco trionfale
L'arco trionfale
L'arco trionfale
Il sacro edificio fu costruito su un'area messa a disposizione dalla famiglia Palmieri tra il 1656 ed il 1657, a spese degli ostunesi che vollero in tal modo ringraziare il santo, compatrono della città unitamente a san Biagio, per aver risparmiato con la sua intercessione sia Ostuni sia il resto del Salento dal terribile contagio della peste esploso in Napoli e in diversi altri centri dell'antico regno in quel lasso di tempo . Il santuario sorge tra le amene colline ostunesi sul "monte" Morrone, così detto per la presenza di una antichissima "specchia", ammasso di pietre, collocata nelle vicinanze, visibile a grande distanza da chi, percorrendo la statale 16, volge lo sguardo alle Murge meridionali che lentamente degradano verso la pianura salentina. Già nel XVI secolo negli stessi luoghi è attestata una più antica chiesetta dedicata al santo, eretta sopra una piccola cavità naturale dentro la quale si sarebbe rifugiato sant'Oronzo, patrizio leccese, per sfuggire alla persecuzione dei Cristiani nel primo secolo dell'era volgare. La tradizione narra vari episodi della vita solitaria del santo evangelizzatore del Salento celato tra i colli ostunesi, e tra i più memorabili eventi prodigiosi vi è quello del fonte miracoloso, situato a pochi metri dalla chiesa, a cui si giunge dopo aver attraversato l'arco trionfale del XVIII secolo, situato a sinistra del tempio, e dopo aver salito la splendida scalinata barocca che termina dinanzi al sacro luogo. Da tale fonte fede e tradizione popolare da sempre hanno ritenuto che sgorgasse a intermittenza una limpida acqua, anche durante le torride stagioni estive, per miracolo di sant'Oronzo che, assetato, avrebbe colpito la roccia con un bastone, dando origine al fenomeno. Il santo si venera da più di tre secoli sul monte Morrone non solo dagli Ostunesi ma dai suoi devoti in genere, i quali sia nei tempi passati che odierni continuano a frequentare in gran numero e in ogni periodo dell'anno questi luoghi e a chiedere intercessione e grazie al santo per i motivi più disparati e a bagnarsi al fonte. L'acqua del fonte, infatti, veniva considerato un sicuro rimedio contro i mali di ogni genere ed erano organizzati frequenti pellegrinaggi di devoti al santuario raggiungibile un tempo percorrendo la via di Agnano. Della grande devozione popolare verso sant'Oronzo resta la testimonianza offerta dalla Cavalcata dei Devoti che fin dalla costruzione del santuario accompagna immancabilmente la processione del 26 agosto. Ad accudire al Santuario e ad amministrarne i beni che sempre più frequentemente mediante pii legati si registravano, furono nella seconda metà del Seicento gli oblati del Collegio di san Carlo Borromeo, sorto in Ostuni nel 1664, la cui residenza era situata alle spalle della chiesa parrocchiale dello Spirito santo utilizzata per le sacre funzioni dai padri del collegio. All'interno della chiesa a cui il collegio era annesso ancora oggi esiste il più antico altare dedicato a sant'Oronzo il cui simulacro in legno custodito nella nicchia ce lo mostra vestito con l'abito degli oblati. In questa chiesa per un lungo lasso di tempo si svolsero le funzioni religiose e l'undena in onore di sant'Oronzo durante il mese di agosto, almeno fino a quando, abolito il collegio di san Carlo, non fu realizzato l'altare dei santi patroni e protettori in Cattedrale. Agli inizi del Settecento il santuario passava sotto la custodia e direzione del neocostituito seminario diocesano a cui apparterrà fino al XIX secolo . Per la custodia e per le celebrazioni eucaristiche provvederanno di volta in volta i sacerdoti nominati dal Capitolo della cattedrale Il santuario di campagna si compone della chiesa e dell'annessa dimora degli oblati, costituenti i corpi di fabbrica seicenteschi a cui per volontà dell'arcivesco Tommaso Valeri negli anni Venti fu aggiunta la residenza estiva del seminario diocesano. All'interno della chiesa si trova la parte ipogea con relativo altare pitreo e un affresco del XVI secolo e l'area sovrastante con macchine d'altare realizzate a spese della famiglia Giovine nel 1774. All'esterno si colgono altri segni devozionali rappresentati dall'arco di trionfo e dalla splendida scalinata che conduce al fonte, fatte costruire dal notaio Felice Giovine nel 1747 per sua particolare devozione. Più in alto del fonte e della chiesa, recentemente restaurati in occasione dell'anno giubilare, troviamo il monumento in pietra gentile su cui svetta una statua di sant'Oronzo, probabile opera di Orazio Greco, figlio di Giuseppe, artefice della monumentale guglia in piazza delle Libertà, eretto nel 1836 per volere di Paolo Tanzarella a ricordo della terribile epidemia di colera che aveva colpito Ostuni nel 1831. Poco distante dal santuario si ritrova il cippo della peste risalente al 1691, detto anche Croce di sant'Oronzo; il monumento fu eretto a ricordo di un altro miracolo operato dal santo che ancora una volta scongiurò il pericolo del contagio della peste. In quell'anno, infatti, a causa del contagio persero la vita numerosissimi cittadini di Cisternino, Fasano e Monopoli. All'interno del Santuario abbiamo la macchina dell'altare maggiore risalente alla seconda metà del XVIII secolo, quando furono rifatti gli arredi sacri, ed una icona dove fino a pochi anni fa era situata la tela di sant'Oronzo (attualmente rimpiazzata da una gigantografia), commissionata dai duchi Zevallos probabilmente a Giandomenico Caroppo loro artista di fiducia ed attualmente collocata in Cattedrale vicino alla porta d'ingresso della sacrestia. L'unghiata volta in pietra della chiesa mostra nelle lunette una serie di dipinti attestanti i miracoli di sant'Oronzo a favore dei suoi devoti, espressione di una ingenua e sincera devozione popolare. Una antica statua in cartapesta molto venerata raffigurante il santo in abiti pontificali ed un'altra piccola riproduzione in pietra completano l'apparato ornamentale della chiesa le cui linee architettoniche rimandano al linguaggio barocco introdotto in città con la costruzione della chiesa dello Spirito Santo risalente ai primi decenni del Seicento.
Sommità di Monte Morrone
Sommità di Monte Morrone
Sommità di Monte Morrone
 
Il santuario
Il santuario

Il santuario
 
L'arco trionfale e il fonte miracoloso
L'arco trionfale e il fonte miracoloso

L'arco trionfale e il fonte miracoloso
 
La scalinata che porta al fonte miracoloso
La scalinata che porta al fonte miracoloso

La scalinata che porta al fonte miracoloso
 
La parte ipogea
La parte ipogea
La parte ipogea
 
Il cippo
Il cippo

Il cippo




















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