A pagina 46 si registra la convenzione per la costruzione di un palazzo tra il nobile Tiberio Petrarolo ed il maestro muratore Donato antonio Antelmi. La costruzione fu edificata nel 1560 lungo la via di San Pietro e le iniziali T. P. e l'anno si possono leggere sul fregio di una finestra. E' da credere che i Petrarolo utilizzassero per leloro abitazioni lo stesso maestro muratore e questo lo si coglie dal modo come veniv a lavorat a la pietra d'intaglio. Il Ripertorium registra a pagina 4 un'altra convenzione per l'erezione del palazzo del nobile Luigi Cimino ad opera dei mastri muratori Giacomo e Lorenzo Marseglia. L'edificio è andato distrutto. Attraversato l'arco della cappella del Santissimo Sacramento ci si immette in largo Giuseppe Spennati, un tempo detto largo dei nobili perché vi si trovavano numerosi palazzi appartenenti al patriziato cittadino tra cui quello dei Tabarini, dei Palmieri, dei Petrarolo, degli Zaccaria. Dei palazzi rinascimentali non se ne scorge neanche l'ombra e solo resta di significativo sul piano architettonico la settecentesca facciata del palazzo Petrarolo, numero civico 1, un tempo palazzo Zaccaria, il cui portale
(42) mascheronato sormontato dallo stemma baronale con coppia di angeli laterali fu eseguito dallo scultore Giuseppe Greco. Lungo il vico Scipione Petrarolo, sotto il campanile della cattedrale, si trovano palazzo Palmieri, numero civico 7, che tradisce nel portale
(43) l'origine cinquecentesa, palazzo Falgheri
(44), numero civico 16, riedificato nel 1726 dal patrizio Onofrio Falgheri, e palazzo Petrarolo
(44) numero civico 17, dal portale a bugnato e stemma risalente al XVI secolo. Percorse le scalinate del vicoletto ci si immette in via Gaetano Tanzarella Vitale dove all'altezza dei numeri civici 37 e 41 si possono ammirare altre costruzioni settecentesche dai portali
(45) finemente lavorati.