Il materiale adoperato veniva così descritto da Cosimo De Giorgi
in "Descrizione geologica e idrografica della provincia di Lecce"
(1922): "Calcari compatti bianchi omogenei. Si trovano nelle colline
di Ostuni, di Carovigno, di Martina, di Ceglie e di San Vito dei
Normanni. Si prestano bene alla lavorazione, alla scultura e possono
lucidarsi come il marmo. Esposti all'aria ed alle piogge perdono
dopo qualche anno il loro candore marmoreo e si coprono di licheni,
i quali carbonizzandosi danno alla pietra una tinta nerastra di
un effetto poco gradevole alla vista, come si osserva per esempio
in Ostuni nella facciata del Duomo e nella
guglia di S. Oronzo nella piazza municipale e altrove". Nelle aree citate questo calcare è appellato "pietra gentile" ed è il materiale di cui sono fatti i portali di Ostuni e i tanti monumenti con la pietra a vista. Lungo l'attuale via Cattedrale, all'altezza del n° 35 troviamo il prospetto del palazzo fatto edificare nel 1575 da Giovan Battista Siccoda (27), mercante napoletano. Presenta attualmente tre aperture ma all'origine, osservando i piedritti, solo quello centrale era il portale, mentre ai lati trovavano posto le due ampie finestre con cornici a rilievo. L'originaria scalinata è andata distrutta e ciò che si osserva evidenzia interventi posticci. Il palazzo si affacciava sulla cinquecentesca piazza del Moro, spaziosa e circondata da palazzi rinascimentali.
Alla sua destra vi era la chiesa di Ognissanti, fatta abbattere nel
1712 dal duca Zevallos assieme ad altri palazzi per ricavare il suolo
su cui edificare il proprio palazzo. Il palazzo ducale è andato distrutto
nel 1880 ed al suo posto si osserva il palazzo neoclassico con lo stemma
della famiglia Ayroldi. Al numero civico 28 corrisponde il portale (28) di
un palazzo settecentesco andato distrutto. In largo Pietro Sansone
(già piazza del Moro), al numero civico 18 troviamo un portale (28) del
1802. |
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Palazzo
Zaccaria - 1777
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