La
chiesa santuario di santa Maria della Nova è con fondati motivi
considerata la più antica chiesa dedicata alla Vergine esistente
in Ostuni. Santa Maria della Nova è una chiesetta del XVI secolo, situata all'interno di una lama, in una località un tempo detta "Li Furchi", cioè luogo di ricovero di animali selvatici, dalle linee architettoniche goticheggianti in una facciata che mostra un portale ogivale sormontato da una rosetta e col coronamento formato da una teoria di archetti trilobati su cui svetta un modesto campanile. Fu, infatti, edificata intorno al 1560 e costituisce l'ultimo esempio di struttura gotica in Ostuni modellata sui riferimenti stilistici offerti dalla cattedrale. La chiesa fu probabilmente fatta edificare dalla nobile famiglia Zaccaria, tra le più illustri ed antiche famiglie iscritte al sedile dei nobili detto di San Biagio. Nessun documento scritto attesta l’origine di
quella che fu la chiesa primitiva esistente nella cavità rocciosa
posta dietro l’attuale realizzazione architettonica risalente
ai primi decenni del Cinquecento. Il geologo Cosimo de Giorgi nella
sua monografia La Provincia di Lecce, data alle stampe
nel 1882, ci fornisce per la prima volta una dettagliata relazione
sullo stato materiale di questa vetusta chiesetta dedicata alla
Madre di Dio: Dopo un chilometro da Ostuni ci fermeremo un momento
dinnanzi ad una rustica chiesetta, detta Madonna della Nova, che resta
a sinistra del ponte dello stesso nome e ad un livello più basso
della via. Nella facciata vedremo una porta sormontata da una
lunetta, chiusa da un arco a sesto acuto leggermente compresso, ed una
finestra circolare a trafori intagliati a fiorami, più un fregiodelicato
ad archetti sotto la cornice. Fu costruita nel XVI secolo (1561); |
L'altare durante il restauro.
L'altare durante il restauro.
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Il rosone
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ma il nuovo ed il barocco nell’interno
hanno totalmente sostituito l’antico. Il de Giorgi
colloca la chiesa di S. Maria della Nova a sinistra della strada
Consolare (la statale 16 di oggi), lasciandoci
alle spalle l’abitato e percorrendo la provinciale in direzione
Ostuni-Carovigno, esattamente come la si osserva ai nostri tempi.
L’impaginato della facciata sormontato da un agile campanile
a vela a due fornici, non ha subito alcuna alterazione lungo i
suoi cinquecento anni di storia. |
Ciò che invece si mostra mutato è certamente
l’interno della piccola chiesa con copertura a volta poggiante
direttamente sui muri perimetrali. Delle linee e decorazioni barocche
un tempo esistenti in chiesa, si scorge al presente soltanto l’altare
in pietra gentile di fattura settecentesca, fatto eseguire nel 1761
dal cappellano Antonio Taberini. E’ comunque da ritenere che
tutto l’interno della vetusta chiesa fosse stato rivisitato
durante il Settecento e ricoperto di stilemi più in sintonia
coi gusti di quel tempo. |
L'indicazione dell'anno di costruzione: 1561
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